Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio se lo sarà tolto. In Italia comandano i Poteri Forti e non il Parlamento o il popolo sovrano. Il pressing effettuato da Confindustria, Montezemolo in testa e da certe lobby politiche ha avuto il suo effetto: l’incarico della formazione di un governo “elettorale” con a capo l’ex sindacalista Franco Marini. Certo, fa un po’ impressione vedere come tutti i leader sindacali provenienti o con un passato nella Triplice alla fine si ritrovano sempre in parlamento sia come deputati sia come ministri sia come presidenti di Camera e Senato. Oggi anche come Presidente del consiglio incaricato.Sarà un caso? In politica nulla è lasciato al caso. Ma quel che deve far riflettere i lavoratori, soprattutto quelli che hanno sempre creduto allo slogan “lavoratori di tutto il mondo unitevi” di marxiana memoria, è che, chissà perché queste persone alla fine hanno sempre il sostegno di Confindustria. Eppure dovrebbero essere nemici per la pelle. Ma la realtà, al di là delle frottole che la sinistra, soprattutto una certa sinistra ha propinato ai lavoratori italiani dal 1800 in poi, è ben altra cosa. La realtà è fatta di potere e poltrone, di gestione della cosa pubblica e di incarichi.Poltrone e potere che non si vuole mai abbandonare, soprattutto se si vuole mascherare o nascondere sotto il tappeto, come la polvere mai raccolta, il disastro che un governo di centrosinistra come quello di Romano Prodi ha perpetrato all’Italia e ai danni degli italiani tutti.Altro che nazione ingovernabile, altro che voglia di riforme.Qui siamo all’assurdo. Con una popolazione che al 70% chiede di tornare alle urne per consegnare di nuovo il Paese a chi in realtà due anni fa aveva realmente vinto, il Presidente della Repubblica facendo appello ad una sua “preoccupazione” e ad una presunta “instabilità politica ed istituzionale” oltre al solito “senso di responsabilità”, ha deciso di dare non un incarico esplorativo ma di affidare la formazione di un governo a Franco Marini. Cose dell’altro mondo, mezzucci utilizzati per compiacere Confindustria e Montezemolo da un lato e D’Alema, grande sponsor di Marini e nemico giurato di Veltroni, dall’altra.E’ la storia dell’Italia vecchia repubblica che si ripete ai danni degli italiani. Una vera vergogna nazionale. Certo, nei fatti si tratta pur sempre di un incarico sostanzialmente esplorativo che serve solo ad allungare il brodo e l’agonia dell’Italia. Ma questo dimostra quanto a certe lobby, a certi Palazzi, dell’Italia e degli italiani non gliene frega proprio niente. Loro lo stipendio, anche abbastanza lauto, ce l’hanno. Non hanno il problema della terza settimana. Non hanno il mutuo da pagare e se ce l’hanno possono permetterselo.Loro non devono fare i conti “della serva” e vedere se possono comprare un paio di scarpe ai propri figli e se per farlo devono rinunciare a comprarsi una camicia o a tirare la cinghia anche sul mangiare. E’ il trionfo dell’ipocrisia. Si sparla a nome e per conto del bene della nazione infischiandosene di quello che vogliono i cittadini. Cittadini che se poi scendono in piazza vengono bollati come sovversivi, rissaioli, irriconoscenti, miserabili, e perché no: fascisti. Tanto ci sta sempre bene. Fa folclore.Il bello è che molti dei parlamentari cercheranno di far passare questo nuovo ipotetico governo non tanto per senso delle istituzioni ma per il senso della propria tasca, nel senso che se non arrivano a 2 anni e 6 mesi di legislatura per almeno la metà di loro non ci sarà il vitalizio che scatta a 65 anni. Insomma, lo fanno per la pagnotta. Ed è ora che le cose si dicano per quelle che sono, fuori dai denti e con linguaggio comprensibile a tutti. Fuori da quel politichese che vuol dir tutto e nulla. A fare i sofisti siamo capaci tutti, soprattutto gli italiani. Ma quando è troppo è troppo.Marini o non Marini, Napolitano o non Napolitano si deve andare a votare. Subito.
Stefano Schiavi
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1 commento:
SALVE, VORREI METTERMI IN CONTATTO CON VOI, ABITO A CHIARAVALLE E VORREI ANDARE VIA DA AN.GRAZIE.
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